Gruppo Anarchico Carlo Cafiero – Bari
Antiautoritarismo e Anticapitalismo, Libertà ed Emacipazione dalla schiavitù, Comunismo-Anarchico e Autogestione Sociale – in costruzione
Autorganizzazione nel mondo del lavoro

ITALIA

CIB UNICOBAS

CIB Unicobas (Livorno)

– 6 LUGLIO 2018

IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE PER LO SCIOPERO GENERALE CITTADINO DI BASE DELL’UNICOBAS (CON L’ADESIONE DELL’USB), PER IL REINTEGRO DEI 5 PORTUALI ADERENTI ALL’UNICOBAS PRODITORIAMENTE LICENZIATI DALL’ALP (ENTE PORTO …DEL PD).

 

https://www.youtube.com/watch?v=AetnG2vH18M&feature=youtu.be


– 16/7/2018

COMUNICATO STAMPA CIB UNICOBAS 

I LAVORATORI UNICOBAS LICENZIATI DA ALP SONO TORNATI AL LAVORO !!!

Si è conclusa venerdì 13 la trattativa per la riassunzione dei 3 lavoratori dell’Unicobas licenziati da ALP il mese scorso ed i lavoratori riprenderanno il lavoro domani. Si tratta di un reintegro sostanziale anche se non formale, nel senso che i lavoratori mantengono le tutele del contratto precedente (niente jobs act), lo stesso inquadramento e l’anzianità di servizio.

La mobilitazione messa in piedi dall’Unicobas a cui hanno aderito l’USB, la CUB, molti lavoratori e organizzazioni politiche ha dato i suoi frutti e ringraziamo tutti per la solidarietà.

Purtroppo il lavoro riprende in un clima tragicamente compromesso da continui infortuni che mettono sempre più in evidenza le problematiche sulla sicurezza in porto dovute al mancato rispetto delle norme basilari come spesso denunciato dall’Unicobas. Oltre a questo si continua a permettere che aziende come Seatrag (art. 16), nei guai per falso in bilancio (articolo del il tirreno del 17/3/2018), godano di concessioni da parte dell’autorità portuale oltre ad utilizzare contratti sempre più precari e mezzi che a nostro avviso avrebbero bisogno di un accurato controllo di efficienza da parte delle autorità competenti.

Inoltre gli RLS di sito competenti sono attivi solo sulla carta perché ad oggi manca ancora un loro effettivo apporto ( stanno ancora ultimando il corso di formazione dopo alcuni anni di completa assenza), quindi i lavoratori sono impossibilitati ad avere un loro serio apporto per le problematiche riguardanti la sicurezza, denuncia che l’Unicobas ha fatto nel recente convegno sulla sicurezza tenutosi in provincia il 31/5/2018, a cui la stampa purtroppo non ha dato molto risalto.

Ai lavoratori infortunati va tutta la nostra solidarietà e continueremo a batterci perché simili episodi non accadano più e perché le normative sulla sicurezza vengano rispettate. Chiediamo quindi agli organi preposti: Autorità Portuale, Ispettorato del Lavoro e Asl di intervenire al più presto per il rispetto delle norme di loro rispettiva competenza.

  • Il segretario provinciale CIB Unicobas Claudio Galatolo
  • Il responsabile del settore porto CIB Unicobas Massimo Mazza

Unicobas Scuola&Università (Bari)

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/23/uil-barbagallo-rieletto-segretario-il-ballo-del-sindacalista-sul-palco-del-congresso-sorprende-tutti/4446428/
    

SE QUESTO E’ UN SINDACALISTA

Questo è uno dei capi dei “sindacati confederati” CGIL-CISL-UIL che pretendono di avere l’esclusività delle negoziazioni decentrate con le amministrazioni pubbliche periferiche, chiedendo di escludere sia come uditori che come auditori tutti i sindacati (maggiormente rappresentativi e non – CONFSAL, UNICOBAS, USB, ecc.) non firmatari del CCNL bidone.

La UIL Università nazionale è arrivata addirittura a diffidare (e denunciare) l’amministrazione dell’Università di Bari, ricevendo in cambio una severa lezione di democrazia (sic!) dal Rettore Uricchio. 

Le caste burocratiche autoreferenziali di CGIL-CISL-UIL assomigliano sempre più alle vecchie gerarchie dei partiti della 1a Repubblica che difendono strenuamente i loro patrimoni e i loro privilegi, invece di contrastare la progressiva precarizzazione del lavoro, l’impoverimento dei salari e delle pensioni, la mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro: continuare a sostenerli significa sempre più diventarne loro complici.

UNICOBAS Scuola&Università UniBa
sede di ateneo “Cettina Pellegrino”
aperta tutti i martedì, 15,30-18,30 (e su richiesta tramite e-mail)
tel 080 571 4067


USI (fondata nel 1912)

– Roma, 27 luglio 2018

LENTI… MA INESORABILI

Dai proclami sentiti in campagna elettorale su milioni di euro, sprecati dalle precedenti amministrazioni ma, immediatamente recuperabili e utilizzabili (ricordiamo il libro che pubblicò l’attuale assessore Frongia con i dati di cui era venuto in possesso quando era Presidente della Commissione Razionalizzazione della Spesa), alla situazione attuale della città di Roma, della macchina amministrativa Capitolina e delle aziende partecipate o speciali ad essa collegate … sembra essere passato un secolo.

La situazione attuale impone un risveglio di tutti i dipendenti di Roma Capitale e di tutte le municipalizzate (siano esse di primo, secondo livello o aziende speciali come la FARMACAP).

Siamo arrivati a ridosso della scadenza delle approvazioni dei bilanci delle amministrazioni comunali e, tanto per cambiare, le porcate si fanno all’ultimo. A Roma, come lo scorso anno … all’ultimo si predispone commissione su gara a doppio oggetto per Multiservizi e come lo scorso anno … corsa in aula per la discussione. 

Documenti che non circolano con un anticipo utile ad approfondire le singole tematiche.

FARMACAP a rischio dismissione, dopo tutti gli elogi che l’attuale Governo romano aveva elargito, per accattivarsi le simpatie dei dipendenti, quando i rappresentanti attuali erano all’opposizione.

RISORSE PER ROMA, senza un rinnovo di contratto di servizio, si naviga a vista.

ROMA METROPOLITANE, forse in fallimento.

Ed il caso più grave? ROMA MULTISERVIZI. Ora i lavoratori si troveranno ad affrontare una nuova proroga (ma non erano contrari alle proroghe durante l’Era Marino?) per consentire la pubblicazione del nuovo bando per la gara a doppio oggetto…

Abbiamo detto di loro: “sono onesti” … forse … ma di sicuro sono politicamente incapaci. Ed ora è sotto gli occhi di tutti-e.

Chi resta fermo, in silenzio, diventa complice del  lento, ma inesorabile lavoro di distruzione di Roma Capitale e dell’universo di municipalizzate che ruota intorno ad essa … EH NO! NON RIVOGLIAMO BUZZI E CARMINATI…PERCHE’ NOI SIAMO TRA QUELLI CHE AVEVANO DENUNCIATO I LORO SPORCHI AFFARI!

Proprio per questo possiamo permetterci di combattere anche voi . Noi resisteremo sempre. Un minuto più del padrone!

LAVORATORI E LAVORATRICI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI USI UNIONE SINDACALE ITALIANA

siti nazionale Usi ufficiali www.unionesindacaleitaliana.eu , www.usiait.it 


2 AGOSTO 1980 – 2 AGOSTO 2018: STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA… PER NON DIMENTICARE

a cura di Usi nazionale

– 2 agosto 2018

2 agosto 1980, ore 10.25, una strage, l’ennesima strage “di stato”, ancora assenti i mandanti reali, nell’ambito della lunga scia di sangue, di stragi e di morti della “strategia della tensione”, con 85 morti e circa 200 feriti.

PIAZZA FONTANA, PIAZZA DELLA LOGGIA…STAZIONE DI BOLOGNA (e anche altre…), l’ENNESIMA VERGOGNA in un Paese, l’Italia troppo incline a dimenticare i fatti, le date, i luoghi, la storia e a riscriverne i connotati e le caratteristiche reali, frutto di una tendenza costante al “depistaggio” e alla perdita della memoria.

LE STRAGI COME QUELLA DELLA STAZIONE DI BOLOGNA del 2 agosto 1980, anche come reato non vanno in prescrizione e non dovrebbero mai essere soggetti ad archiviazione.

Se ci si vuole definire un Paese civile, non dovrebbe mai mancare la solidarietà alle vittime, ai familiari, a tutte-i coloro che si sono impegnati-e, per ottenere verità e giustizia.

Specie in una fase attuale, di inasprimento di intolleranza, ripresa di atti di stampo razzista e fascista, di rottura di meccanismi di solidarietà, che minano alle fondamenta i punti e i principi cardine anche della nostra attuale Costituzione, repubblicana e antifascista.

CHI NON HA MEMORIA, NON AVRA’ NEMMENO UN FUTURO, se non la legittimazione della barbarie e delle strategie che, per interessi criminali, hanno messo le bombe nelle piazze, sui treni, nelle stazioni…con mandanti “oscuri”, ma determinati ad ottenere, con ogni mezzo, la soddisfazione dei propri interessi, la difesa dei propri profitti, in contrasto con gli interessi generali e collettivi della collettività, delle stesse classi lavoratrici e dei settori popolari sfruttati.

Per quel che ci riguarda, non dimentichiamo, proseguiremo in modo tenace e “resistente”, nell’attività quotidiana politica e sindacale, culturale e sociale, nella modalità solidale anche a livello di prospettiva internazionale, autorganizzata, autogestita, autofinanziata e indipendente, alla continua ricerca della verità, per la giustizia sociale, anche su questo oscuro capitolo, quello delle stragi di stato, della nostra comune storia ”italica”.

USI Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

Segreteria nazionale collegiale confederale

Udine/Milano/Roma/Caserta 

Sito nazionale ufficiale www.unionesindacaleitaliana.eu/www.usiait.it  

E mail usiudine@gmail.com

milano@usiait.it usimilano@unionesindacaleitaliana.eu

usiait1@virgilio.it

 


ALTRI PAESI

CGT (Spagna)

– 18 Luglio 2018

Sappiamo da quale parte stiamo e non staremo mai dalla parte di chi difende i potenti e reprime i deboli.
A 82 anni dal golpe militare fascista, la CGT denuncia che la repressione e la persecuzione nei confronti di chi scontra con i potenti continua ad essere la stessa.

Ufficio Stampa del Comitato Confederale della CGT

La Confederazione Generale del Lavoro (CGT) ha emesso un comunicato in occasione dell’82° anniversario del colpo di stato contro la Seconda repubblica e che scatenò una guerra che durò tre anni con la vittoria del fascismo e la repressione franchista che continua ancora oggi.

A tal proposito, la CGT dichiara che 40 anni dopo la morte del genocida Francisco Franco, in pieno 2018, lo Stato spagnolo continua a perseguitare e a colpire chi si scontra con il sistema, con gli abusi dei potenti e con le ingiustizie commesse dal governo di turno.

CGT torna a reclamare un 18 luglio di maggiore “Verità, Giustizia e Risarcimento” per tutte le vittime del fascismo ed esige dalle istituzioni dello Stato che vengano abolite le celebrazioni di esaltazione del franchismo; che si individuino e vengano riesumate tutte le vittime di rappresaglia del regime affinché recuperino la loro dignità; che si indaghi su tutti i crimini commessi contro gli sconfitti, tutti i casi di bambini strappati alla loro famiglie; che tutte le imprese che hanno beneficiato del lavoro schiavista di tanti prigionieri del franchismo risarciscano le loro famiglie; che vengano illustrate in tutte le scuole le ragioni dell’esilio di migliaia di famiglie e che vengano annullate tutte le sentenze di condanna dei tribunali militari fascisti che posero fine alla vita di milioni di dissidenti con il regime dei nazionalisti.

L’organizzazione anarcosindacalista ribadisce che a 82 anni da quel golpe militare, la presunta democrazia nella quale viviamo continua a proteggere con forza i più potenti, i quali, a loro volta, continuano a calpestare i diritti e le libertà dei più deboli. In questo senso, anche la CGT ha voluto ricordare che non si può confidare in una “buona volontà” delle istituzioni dello Stato ma piuttosto nel potere del popolo, come quello che venne dimostrato in quel 19 luglio del 1936, andando sulle barricate e affrontando al fascismo.

(traduzione a cura di g.a.c.c.b.)