Gruppo Anarchico Carlo Cafiero – Bari
Antiautoritarismo e Anticapitalismo, Libertà ed Emacipazione dalla schiavitù, Comunismo-Anarchico e Autogestione Sociale – in costruzione
Video

Genuino Clandestino di Nicola Angrisano


Gli Anarchici a Canosa di Puglia

Una significativa esperienza di autogestione contadina degli anarchici di Canosa di Puglia  (1968)


QUANDO L’ANARCHIA VERRA’

1/7 – Presentazione di Giovanni Minoli (RAI, 2012?)

2/7 – Quando l’Anarchia verrà

3/7 – Le Origini del Movimento anarchico

4/7 – I Bombaroli

5/7 – Arte e Anarchia

6/7 – La rivoluzione spagnola

7/7 – Quella notte a Milano era caldo: i casi Pinelli e Valpreda

 


FURY OVER SPAIN

Gli anarchici contro il colpo di stato fascista del 1936 in Spagna e la controrivoluzione stalinista – versione in italiano a cura del Centro Studi Libertari Giuseppe Pinelli

VIVIR LA UTOPIA

La Rivoluzione libertaria spagnola del 1936-39 raccontata in modo straordinario da chi l’aveva vissuta in prima persona. (sottotitoli in italiano)

LIBERTARIAS

Ispirato alle donne-miliziane che combatterono durante la Rivoluzione-guerra civile spagnola, di Vicente Aranda (1995)

Libertarias di Vicente Aranda; sc.: Antonio Rabinad, Vicente Aranda; f.: Josep Rosell; mont.: Teresa Font; mus.: José Nieto; i.: Aña Belén, Victoria Abril, Ariadna Gil, Loles Leòn, Miguel Bosé, Jorge Sanz; p.: Sogetel/ Lola Film, Spagna, 1995, d.: 123′ .

Il film era un progetto che Aranda aveva in mente dal 1976 ma che, per cause economiche, è riuscito a realizzare solo venti anni dopo. La sceneggiatura di Libertarias ha subito nel corso di questo lungo periodo di tempo molteplici e talvolta radicali cambiamenti.
Alcune situazioni descritte sono reali, altre sono frutto di invenzione o interpretazioni di avvenimenti.
Il regista, che aveva nove anni al tempo della guerra civile, visse tale esperienza a contatto con la sua famiglia, una famiglia anarchica, disposta a morire per un mondo migliore, come dice lo stesso Aranda. Sicché Libertarias è proprio una pellicola fatta per ricordare alle giovani generazioni che i loro predecessori avevano combattuto per un ideale giusto in cui credevano e che il popolo spagnolo era un popolo rivoluzionario e non puramente ribelle, come molti pensano.
Naturalmente è una pellicola sull’utopia, perché parla dei miliziani che credevano di poter cambiare il mondo e lottavano per questo. E inoltre il film parla di due lotte, perché le donne rivendicano i loro diritti in una società dominata dall’uomo. Quindi doppia rivoluzione, la rivoluzione generale e quella delle donne.
Un film corale, interpretato da molte attrici conosciute (tra cui Aña Belén, Pilar, la più dura e forte del gruppo delle libertarias), una storia in cui si descrive l’utopia delle collettività, ma anche si racconta la guerra. Il film non ha avuto grande successo: è stato visto soprattutto nella Spagna che era stata rossa e molto di meno nella Spagna tradizionalmente franchista. Ma il regista sin dalla realizzazione aveva percepito che l’accoglienza sarebbe stata diversa a seconda delle zone: quando si giravano le scene negli stessi luoghi in cui si erano svolti gli avvenimenti, ebbe modo di rendersi conto che nei villaggi della bassa Aragona le persone capivano di cosa il film trattasse e a Barcellona, quando fu girata la scena della colonna Durruti nella Plaza Real, vi fu un grande entusiasmo. Invece, più ci si avvicinava a Madrid, più le persone sembravano indifferenti, se non ostili.

Biografia del regista

Vicente Aranda nasce nel 1926 a Barcellona. La sua infanzia è fortemente marcata dagli anni della guerra civile spagnola, nei quali la sua famiglia, esposta alla persecuzione politica, dovrà cambiare più volte casa, e da un dopoguerra duro, in cui Aranda si ritroverà dalla parte dei vinti, e senza alcun titolo di studio.

Decide di allontanarsi dalla Spagna per cercare fortuna in Venezuela, dove ricoprirà un ruolo importante in una impresa multinazionale. Ritorna in Spagna nel 1956 e otto anni dopo debutta nella regia con Brillante porvenir, film ispirato al Grande Gatsby di Scott Fitzgerald, sceneggiato da Román Gubern. Alla fine degli anni ’60, intenzionato a combattere la censura, gira Fata Morgana (1966), una dalle sue opere più rappresentative, e Las crueles /El cadàver exquisito (1969).

Cineasta attratto dalle passioni umane, negli anni ’70 realizzerà Cambio de sexo, film nel quale compare per la prima volta Victoria Abril, che lavorerà con lui in altre sei pellicole. Negli anni ’80 ottiene il consenso del pubblico e della critica con film come Asesinato en el Comité Central (1982), Fanny Pelopaja (1983), El Lute, camina o revienta (1987), El Lute, mañana seré libre (1988).

Le successive pellicole tentano di stabilire un ponte fra il cinema d’autore e quello commerciale, attraverso storie fantastiche ed erotiche. Della sua produzione successiva vanno ricordati Amantes, film per il quale Victoria Abril vince l’Orso di argento per la migliore interpretazione femminile al Festival di Berlino del 1990. El amante bilingue (1992), con Ornella Muti e tratto sempre da un romanzo di Juan Marsé, Intruso (1993), con Victoria Abril e Imanol Arias, candidato come miglior pellicola ai premi Goya; La pasión turca film che ottiene un notevole successo.

Aranda è considerato uno dei cineasti spagnoli che, al ritorno della democrazia, ha centrato la sua attività nell’adattamento dei romanzi spagnoli. Nel 1995 gira Libertarias, ispirato alle miliziane che combatterono durante la guerra civile spagnola. La dimensione politica in Aranda è spesso predominante: molti suoi film sono stati ambientati nel periodo del franchismo e hanno avuto come tema i drammatici eventi della guerra civile e la cupa oppressione della dittatura franchista. Nel 2001 con Juana la loca, che ricrea la tormentosa relazione amorosa tra Juana di Castiglia e Filippo di Asburgo, viene candidato agli Oscar di Hollywood per la migliore pellicola di lingua straniera, e vince tre premi.


PANE AMARO (Rai, 2011)

Presentazione del regista Gianfranco Norelli

Parte primaParte seconda

L’emigrazione dei lavoratori e degli anarchici italiani negli USA all’inizio del 1900