Gruppo Anarchico Carlo Cafiero – Bari
Antiautoritarismo e Anticapitalismo, Libertà ed Emacipazione dalla schiavitù, Comunismo-Anarchico e Autogestione Sociale – in costruzione
KURDISTAN, AUTOGESTION, RE’VOLUTION
Categories: Internazionalismo

Il ruolo delle donne in Rojava e nel confederalismo democratico

Forze antifasciste di Afrin, Cantone di Cizîrê, 20 Luglio 2018 

di Damien Keller

L’attuale ruolo della donna nella società è forse l’aspetto più visibile della rivoluzione, in particolare con la costituzione delle YPJ (Unità di Protezione delle Donne – ndt), unità armate composte unicamente da donne. Ci sono anche altre strutture non miste, come le unità di difesa civile o di sicurezza. Questa lotta contro il patriarcato è evidente nella vita militare: per la società siriana (così come per quelle occidentali) era assolutamente impensabile che si potesse mettere un kalashnikov, una mitragliatrice o un lancia missili nelle mani di migliaia di donne, alcune delle quali, in particolare, sono fuggite dalle loro famiglie per sfuggire all’oppressione patriarcale.

Il coraggio dimostrato in combattimento da parte delle compagne donne è stato spesso messo in primo piano, a ragione, dopo tante testimonianze.

(nella foto Barin Kobani, appartenente alle YPJ, morta nel febbraio 2018 in difesa di Afrin, uccisa e mutilata dall’esercito invasore turco – ndt)

Nella società civile, le donne co-amministrano le istituzioni a fianco degli uomini e partecipano inoltre alle elezioni.
Si vede, inoltre, che vengono create strutture auto-organizzate e di autodifesa contro le violenze sulle donne (violenze domestiche, matrimoni forzati e delitti d’onore in particolare) nonché grazie alle cooperative. Questo fenomeno deriva in parte dal fatto che un uomo, Abdullah Öcalan, ha scritto su questo argomento, che comunque non lo riguarda in primo piano. Ciononostante, ha dichiarato che dopo averne teorizzato le basi ideologiche, avrebbe lasciato decidere alle donne in che modo avrebbero proseguito. Tuttavia, la “gineologia” (ndt, la “scienza delle donne”) è una scienza nuova e le donne stesse sono divise tra loro, da un lato sull’importanza da continuare ad attribuire ad Abdullah Öcalan nella lotta per la liberazione delle donne e dall’altro sulla concezione della donna che alcuni ritengono, per esempio, di difendere in quanto essere naturalmente sensibile e dolce.

L’importanza particolare attribuita alla liberazione delle donne all’interno di questa rivoluzione deriva da un lavoro lungo decenni svolto nelle formazioni guerrigliere curde. Non è una liberazione “naturale” o di carattere “occidentale” come può essere presentata dai media in Europa.

Possiamo lamentare che questa lotta contro il patriarcato non va di pari passi col sostegno alle lotte degli LGBTIQ. Malgrado si stia lavorando, all’interno del PKK e del PYD, succede che degli educatori e delle educatrici considerino gli LGBTIQ come persone “malate”, basandosi su un video di Abdullah Öcalan nel quale lui le considera vittime di una malattia capitalista. Questo video, però, sempre che esista, risale a prima della sua incarcerazione e non è impossibile che la sua opinione in proposito sia nel frattempo cambiata.
Abdullah Öcalan è l’oggetto di un culto della personalità molto forte all’interno del PYD e del PKK. Per una parte dei militanti, i suoi scritti sono considerati una verità assoluta, cosa che impedisce di deviare dalla sua linea politica.

Ci sono tuttavia molti militanti che ne fanno una lettura critica e, nella quasi totalità delle discussioni politiche che abbiamo avuto, i militanti si prendevano almeno il tempo di discutere con noi.
Inoltre, il movimento curdo LGBTIQ ha una presenza importante nel Kurdistan turco, con in particolare l’HDP che sostiene le sue rivendicazioni malgrado la repressione dello stato turco.
Fatte queste considerazioni, possiamo sperare in un cambiamento di mentalità sulla questione.

A tal proposito, le compagne della Comune Internazionalista hanno una sezione, sul loro sito internet, dedicata in particolare a testi, in più lingue, di Abdullah Öcalan. Come per il resto del sito, vi consiglio la lettura di:
https://internationalistcommune.com/category/womens-liberation

(traduzione a cura di g.a.c.c.b.)