Gruppo Anarchico Carlo Cafiero – Bari
Antiautoritarismo e Anticapitalismo, Libertà ed Emacipazione dalla schiavitù, Comunismo-Anarchico e Autogestione Sociale – in costruzione
Bari Antifascista

Tra bandiere, striscioni e cori, la Bari antifascista risponde all’aggressione: in migliaia in piazza Libertà Bari 25 settembre 2018

BARI TO DAY
L’evento
A dominare nella piazza è stato il colore rosso dei bandieroni identificativi delle sigle sindacali (Cgil e Unicobas), dei partiti politici (Potere al Popolo e Rifondazione Comunista su tutte, ma non sono mancate bandiere del Pd) e delle tante associazioni presenti (come gli studenti di Uds e Link, l’Anci Puglia e l’Arci Puglia). Massiva anche la partecipazione di intellettuali, come il docente universitario Luciano Canfora, e di rappresentanti politici e istituzionali. Tanti anche gli striscioni con messaggi che chiedevano la chiusura dei circoli fascisti in città, a favore dei migranti o in difesa delle vittime dell’aggressione squadrista.

Potrebbe interessarti:http://www.baritoday.it/cronaca/manifestazione-antifascista-piazza-liberta-contro-aggressione.html

**********
La Gazzetta del Mezzogiorno 25/10/2017 – foto

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/gallery/photonews/1061784/aggressione-corteo-in-migliaia-in-piazza-a-bari-per-dire-no-al-fascismo.html

[ngg_images source=”galleries” container_ids=”14″ display_type=”photocrati-nextgen_basic_thumbnails” override_thumbnail_settings=”0″ thumbnail_width=”240″ thumbnail_height=”160″ thumbnail_crop=”1″ images_per_page=”20″ number_of_columns=”0″ ajax_pagination=”0″ show_all_in_lightbox=”0″ use_imagebrowser_effect=”0″ show_slideshow_link=”1″ slideshow_link_text=”[Mostra slideshow]” order_by=”sortorder” order_direction=”ASC” returns=”included” maximum_entity_count=”500″]


Volantino CIB Unicobas di Bari del 26 settembre 2018

Confederazione Italiana di Base UNICOBAS

Federazione Intercategoriale provinciale di Bari
Unicobas Scuola&Università UniBa
e-mail: provinciale cibunicobas.bari@libero.it; ateneo unicobas@uniba.it

ANTIFASCISTI E ANTIAUTORITARI, SEMPRE!

La Federazione intercategoriale provinciale di Bari della CIB Unicobas e la sezione Unicobas Scuola&Università esprimono solidarietà alle compagne e ai compagni, alle donne immigrate eritree, vittime degli insulti e della bestiale, ingiustificata e premeditata aggressione fascista di venerdì notte 21 settembre, dopo la pacifica, multicolore e determinata manifestazione di massa antirazzista e anti-Salvini al quartiere Libertà, alla quale aveva aderito anche il nostro sindacato.

Dopo il famigerato ventennio mussoliniano, che a Bari vide una strenua resistenza popolare, degli Arditi del Popolo e della Camera del Lavoro dell’Unione Sindacale Italiana di Bari vecchia, e a oltre 40 anni dal clima di intolleranza e di paura instaurato dai fascisti negli anni ‘70, che culminò col vigliacco assassinio di Benedetto Petrone il 28 Novembre 1977, di nuovo a Bari i fascisti possono agire indisturbati, rianimati dai rigurgiti reazionar-populisti del sedicente governo del cambiamento 5Stelle-Lega, protetti dalla pseudo-democrazia parlamentare che lascia libertà di parola e partecipazione a tutti, invocata a più riprese in tempi recenti anche dalla sinistra barese di governo, per sdoganarli e ammetterli nel salotto buono della politica consociativa.

I fascisti non hanno alcun diritto di parola e di azione, mai: perché i loro obiettivi e le loro pratiche storiche sono la sopraffazione violenta di qualsiasi aggregazione di riscatto e di autorganizzazione sociale e popolare dal basso e di ogni libero pensiero (vedi la Spagna del 1936-39), feroci cani da guardia dei capitalisti, allentati all’occorrenza a difesa dei privilegi dei ricchi e della loro rigida visione gerarchica e di classe della società.
In Italia i conti col fascismo e il processo al fascismo non sono mai stati fatti, perché, anche grazie alla famigerata amnistia togliattiana del 22 giugno 1946, molti fascisti si riciclarono nei partiti dell’arco costituzionale e negli apparati statali e ora, sotto mentite spoglie, ritroviamo i loro epigoni ancora una volta al governo, con le stesse logiche, inquinando e avvelenando la solidarietà e la convivenza sociale; fomentando le guerre tra i poveri e le discriminazioni contro i migranti e i più deboli; facendo leva sulle insicurezze e sugli egoismi individuali.

Ora Basta! Non possiamo più tollerare che di nuovo accada questo a Bari. Il fascismo e i fascisti a Bari, come in Italia e nel mondo, non devono avere alcuna agibilità politica né tolleranza! Il fascismo e i fascisti a Bari non devono passare!

Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la Libertà, il fascismo non passerà!

***********************
(A testimonianza della continuità storica dei rigurgiti fascisti, ripubblichiamo un volantino dell’Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica di Bari, diffuso il 2 Dicembre 1977, all’indomani dell’assassinio di Benny.)

Anche il silenzio è un modo di uccidere!

La morte del compagno Benedetto Petrone ha fatto rinascere nella nostra città un movimento di lotta contro il fascismo e il suo tessuto organizzativo, che ha riproposto a livello di massa i valori più genuini della Resistenza, delle lotte antifasciste vissute come lotte anticapitaliste, contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, per una società senza classi.

Tale movimento ha ritrovato nella mobilitazione di massa e nell’azione diretta, la giusta risposta militante al barbaro assassinio del compagno Benedetto, avvenuto a distanza di soli due mesi dall’assassinio di Walter Rossi a Roma.
Tale risposta di massa ha avuto l‘immenso valore di sintetizzare delle indicazioni politiche chiare:
1. la necessità di battere il fascismo con la mobilitazione di massa;
2. la necessità di non delegare allo Stato e ai suoi organi rappresentativi tale compito: non solo perché sino ad oggi, per trent’anni, fascismo e Stato hanno vissuto a braccetto; non solo perché i fascisti, anche a Bari, hanno avuto tutte le coperture possibili e immaginabili, ma soprattutto perché gli operai, gli studenti, le donne, i disoccupati non possono scindere le lotte contro il fascismo da quelle contro la disoccupazione, contro l’emarginazione, contro il lavoro nero, contro l’aumento dei prezzi, contro la repressione, contro le leggi liberticide.

Ridicoli sono stati i tentativi di criminalizzare tale movimento attraverso l’uso terroristico della stampa.
Solo chi ha voluto negare la realtà di questo movimento ha avuto il coraggio di parlare di pochi sparuti “gruppi di autonomi” durante l’assalto alla Cisnal (azione spontanea e fatta da oltre mille partecipanti); inoltre, per evitare l’espansione di questo movimento è stato costretto ad organizzare in fretta e furia i funerali del compagno. A tale manovra la risposta l’hanno data i 10.000 compagni che nella sera del 30 novembre sono sfilati per le vie della città.

Le iniziative prese dal movimento di lotta contro il tessuto organizzativo dei fascisti sono inequivocabili e nello stesso tempo hanno impedito che il clima di paura si potesse estendere ed isolare il movimento, clima di paura creatosi nella città la sera di martedì:
– a causa dello scorrazzare ingiustificato, in modo continuo, delle vetture della polizia (in borghese e non) con le sirene spiegate;
– a causa delle notizie infondate che diffondevano i mezzi di informazione borghesi (“calata di orde di autonomi da Bologna e Roma”, ecc.); degli “avvertimenti” che i poliziotti, in posizione di avanscoperta ai vari capannelli sviluppatisi nella città, davano ai negozianti ed ai venditori in alcuni mercati (“chiudete che ora stanno arrivando i rossi: spaccheranno tutto!”)
– a causa di azioni errate praticate su alcune automobili e alcuni negozi di Via Sparano (spaccatura delle vetrine). Alcuni di questi negozi, però, sono gestiti da finanziatori dei fascisti, anche se la popolazione non li conosce ancora come tali.

L’azione del movimento di lotta, che la stampa ed i partiti hanno tentato di presentare come azioni di teppisti, si è diretta contro il tessuto organizzativo dei fascisti, colpendo le loro sedi organizzative (Federazione Provinciale, in Via Piccinni, sede della Cisnal, la famigerata Passaquindici, da dove continuamente sono partite le squadre che picchiavano i giovani di sinistra); i loro posti di ritrovo (Bar Esperia, Bar degli Amici, Casa della Panna); negozi gestiti da noti squadristi e criminali (Al Kazar e Disco mix).

Sia chiaro che non si elimina il fascismo soltanto colpendone il tessuto organizzativo, come ha fatto il movimento in questi giorni, ma anche organizzandosi all’interno dei quartieri, con dei centri di mobilitazione antifascista permanenti, che svolgono attività di controinformazione, di vigilanza, togliendo ogni agibilità politica ai fascisti, impedendo che possano utilizzare piazze e luoghi cittadini, sia per radunarsi che per organizzarsi.
Solo in questo modo, Benedetto non è morto invano, e il suo ricordo rimarrà sempre vivo, non solo tra i compagni che gli sono stati vicini nelle lotte, ma tra tutti gli sfruttati che lottano e lotteranno per la liberazione dell’uomo dallo sfruttamento e dall’oppressione.

La mobilitazione di questi giorni è un’importante tappa per giungere all’obiettivo da tutti auspicato, di chiudere i covi fascisti, di impedire che nelle scuole e nei quartieri possano continuare a scorrazzare seminando il panico tra i proletari e i giovani, contribuendo alla crescita della coscienza politica e della partecipazione diretta di tutti i proletari.

L’antifascismo non va delegato, perché la sua forza risiede nella forza e nella capacità degli organismi di massa degli studenti, degli operai, delle donne, dei disoccupati, di costruire e di portare avanti un processo di trasformazione radicale della società, un processo di costruzione di una società senza classi, autogestita ed egualitaria.


Contro il Decreto Salvini razzista e classista
Alle aggressioni fasciste rispondiamo che BARI NON HA PAURA
SABATO 29 SETTEMBRE 2018 – MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA
Piazza Prefettura, ore 17.00

Venerdì 21 Settembre la Bari antirazzista e solidale è scesa per le strade del Libertà per affermare la sua opposizione alle politiche discriminatorie e securitarie di questo Governo Movimento 5 Stelle – Lega. Un corteo che ha visto camminare e gridare e cantare insieme migliaia di persone, felici come si è durante una bella manifestazione.

I fascisti di questa città hanno cercato di sabotare questo evento con un agguato premeditato. L’obiettivo era provocare i manifestanti per cancellare il successo della manifestazione e poter vedere i giornali titolare il giorno dopo di scontri o di risse. Questa volta però il gioco non è riuscito e persino Gazzetta (giusto prima del sequestro per mafia) ha dovuto cambiare il titolo “rissa” con “aggressione”.

L’agguato fascista di venerdì notte è davanti agli occhi di tutti, così come la complicità della polizia, che dopo aver presidiato tutto il giorno il Libertà proprio in quel momento si è lasciata “sfuggire” un gruppo di 30 fascisti armati di mazze e cinghie. Questo agguato in cui sono state gravemente ferite alla testa due persone è partito dalla sede di Casapound in via Eritrea, è stato perpetrato dagli stessi figuri che nelle scorse amministrative si sono candidate con la lista Noi con Salvini e che oggi assumono il ruolo fascista di braccio armato delle destre, servi a difesa del potere politico ed economico dei colletti bianchi e dei mafiosi di questa città.

Davanti a questa consapevolezza, non ci resta che scendere in strada, camminare ancora una volta per il Libertà, non come vittime e aggrediti, ma per portare in piazza l’antirazzismo e l’antifascismo, denunciare la violenza del decreto Salvini e la sua risposta penale a una richiesta di stato sociale, portando a termine il lavoro iniziato da Minniti e dal PD. La sua propaganda di facile successo procede a grandi passi sul piano del risentimento e della paura, verso l’instaurazione di un quadro giuridico che legittimi la discriminazione etnica e sociale così come sancito dal decreto Salvini votato all’unanimità dal consiglio dei ministri. È un attacco indiscriminato ai poveri e a chi ancora ha il coraggio di esprimere il proprio dissenso. Per questo tutte e tutti noi abbiamo il dovere di resistere all’apartheid e al classismo di questo momento storico, scendendo tutte e tutti in piazza.

Collettivo ex-Caserma Liberata – Bari